Il dialogo tra Maestro e Allievo

L’altro giorno alcuni allievi mi hanno chiesto che cosa ne pensassi del fatto che in giro ci sono tantissimi maestri di salsa.
Io ho serenamente risposto che è una realtà che bisogna accettare e con la quale bisogna soprattutto imparare a confrontarsi.
Troppo facile prendersela con le persone che si mettono ad insegnare senza averne i requisiti. Bisognerebbe piuttosto capire perché tanta gente si rivolge a questi maestri in erba, piuttosto che a maestri davvero qualificati.
Questo enigma mi ha sempre affascinato, perché apparentemente sembrerebbe non avere una logica.
“Se io, pur nella mia limitata conoscenza, mi rendo conto che il maestro che ho davanti non è certamente all’altezza del compito perché continuo ad andare da lui?”
La risposta in apparenza potrebbe non avere una sua logica ma a ben guardare una logica la trovi. Anzi di motivazioni ne trovi più di una e non sono niente affatto irrazionali.
Se sono una persona a cui interessa solo muovermi un po’, sceglierò il mio maestro innanzitutto in base alla vicinanza della sua scuola rispetto alla mia abitazione. Se sono una persona che cerca nella salsa soprattutto un momento di socializzazione, cercherò al contrario un corso molto affollato, frequentato da persone che possono suscitare in qualche maniera la mia attenzione
In casi come questi non è il maestro, né la sua bravura a determinare la mia scelta finale, visto che non c’è dietro una reale voglia di imparare. Anzi al contrario un maestro che “insegni” veramente potrebbe invece spaventare e portare queste persone non particolarmente motivate, a desistere.
Molto si parla della capacità o meno dei maestri di insegnare ma troppo poco si parla della reale propensione degli allievi ad imparare.
Purtroppo ci sono persone che con gli anni perdono completamente questa capacità di apprendere, altre che a lezione si pongono fin dall’inizio in maniera negativa, molte che alle prime difficoltà si arrendono, altre ancora che si confrontano in continuazione con gli altri, al punto che quando vedono che gli altri riescono a fare con facilità cose che sono per loro difficili, smettono.Ci sono poi alcune persone che non vogliono assolutamente essere riprese e che alla prima correzione si sentono subito prese di mira, senza parlare della difficoltà oggettiva, per qualsiasi maestro, di portare avanti dei corsi che spesso, per una serie di circostanze, non sono affatto omogenei.
Il mestiere del maestro non è certamente facile. Non solo deve avere una buona didattica ma deve avere anche un grande controllo, una grande lucidità e una serenità interiore che lo aiuti sempre a sorridere, a non perdere mai la pazienza anche di fronte ad una classe non particolarmente motivata o dotata. Soprattutto un buon maestro deve imparare ad essere un buon psicologico. Capire, ad esempio, quando una persona va stimolata, incoraggiata o quando addirittura è meglio tacere davanti alle sue evidenti difficoltà fino a fare finta di niente.
Io da sempre sostengo che non esiste una Metodo Universale o una didattica buona per tutti. Anzi sono convinto che la prima qualità di un Buon Metodo deve essere la sua flessibilità. Il tuo Metodo per funzionare deve innanzi tutto sapersi adattare alle persone che hai davanti.
In tutti questi anni di insegnamento, ho infatti capito una grande lezione:
“La maggioranza delle persone non vuole uscire dalla classe con la sensazione di “non avere imparato” quello che hai cercato loro di spiegare. Né con la convinzione che quella lezione era troppo difficile. La maggioranza delle persone vuole uscire dalla classe con un senso di gioia, con la sensazione di “aver imparato qualcosa”, di avercela fatta.”
Poi di certo ci sono le eccezioni: i tignosi, quelli che vogliono imparare a tutti i costi e che non si arrendono davanti alle difficoltà, oppure quelli che vorrebbero imparare sempre di più. Sono però una minoranza. D’altra parte, non si può pensare di avere in classe solo elementi estremamente dotati. Né è impensabile cercare di ottenere dei risultati solo con i più bravi..

Il dialogo tra Maestro e Allievoultima modifica: 2010-09-14T01:41:00+00:00da cubop
Reposta per primo quest’articolo
Questa voce è stata pubblicata in Approfondimenti. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento