L’etica del bravo ballerino

Un  ballerino può essere anche perfetto tecnicamente, ma se quando va nei locali non si concede mai, se balla solo con le ragazze più brave, se si mette su un piedistallo, se  balla solo per mostrare il proprio talento, allora non è un bravo ballerino, proprio perché; è privo della cosa più fondamentale: l’etica del ballo.Un’etica che non può prescindere dalla buona educazione, dal rispetto degli altri, dalla gentilezza d’animo e dalla disponibilità verso il prossimo.
La personalità è fra le doti essenziali di ogni bravo ballerino ed è quindi fondamentale sviluppare qualità come creatività, fantasia, capacità d’improvvisazione. E’ importante  nel ballo mettere sempre qualcosa di nostro: avere sì dei modelli ma non ritrovarsi mai a scimmiottare nessuno.
Altrettanto importante è poi l’attitudine. Sono profondamente convinto che nel ballo, come sosteneva il mio grande maestro Papito Jala Jala, gli uomini debbano proiettare sempre il loro machismo e le donne la loro femminilità.
C’è però da rilevare come oggi ci siano in giro molti ballerini effeminati e molte donne mascoline. La cosa non deve sorprendere più di tanto perché; ognuno di noi ha una parte femminile ed una maschile (lo yin e lo yang) ed è perfettamente normale che queste componenti escano fuori nel ballo. Molti ballerini, nonostante la loro indubbia bravura, non riescono ad essere apprezzati o a suscitare simpatia proprio a causa della loro attitudine a volte arrogante a volte eccessivamente distaccata.
C’è poi la categoria dei ballerini bravi ma tristi, incapaci di sorridere, preoccupati come sono di ricordarsi i passi e le figure che conoscono.
Oppure quella dei narcisi, che non riescono mai a valorizzare la partner con la quale ballano, riducendola ad un semplice fantoccio in grado di assecondare le loro smanie di protagonismo.
Tutti siamo probabilmente d’accordo, o comunque consapevoli che a volte un sorriso vale più di un passo complicato o di una figura estremamente elaborata. Eppure quanti ballerini sanno sorridere quando sono in pista? Pochissimi!
La cosa non deve stupire più di tanto perché; il sorriso rappresenta uno stato positivo dell’animo.  Sorridere però non è facile se non si è in pace con se stessi o se non si è sicuri di quello che si fa. Guardarsi negli occhi non è facile nella vita, figuriamoci quando si balla! Eppure è importante, lo sappiamo! E proprio perchè lo sappiamo dovremmo cercare di pensare di meno, imparando di conseguenza a sorridere di più…
C’è poi una cosa ancora più importante, una cosa per certi versi semplice ma nella pratica così difficile da trovare: la chimica di coppia. La salsa, non dimentichiamolo, è un ballo di coppia e non c’è niente di più bello vedere una coppia capace di esprimere l’intrinseca passione di questo ballo.
Un’ultima annotazione: per diventare dei bravi ballerini ci vuole soprattutto tanta umiltà. Umiltà non vuol dire non credere nei propri mezzi o nelle proprie capacità. Umiltà vuol dire  rimanere sempre con i piedi per terra.  Significa  non smarrire mai il senso del gioco e cadere nelle trappole della competitività. Significa non diventare mai troppo selettivi o intolleranti. Significa non ritrovarsi mai a parlare male degli altri, sperando allo stesso tempo di trovare  illusori riconoscimenti  dall’ambiente che ci circonda. Umiltà vuol dire ancora mettersi sempre in discussione, allargare i propri confini, cercando di sconfiggere i propri limiti, accettando di cambiare se necessario, senza arrivare mai al punto di credere di non avere più niente da imparare.
Sembra banale ricordarlo ma nella vita non si smette mai di imparare, ma per farlo ci vuole la volontà di non arroccarsi nelle proprie convinzioni, accettando magari di distruggere quel castello di certezze alle volte così faticosamente costruito.

L’etica del bravo ballerinoultima modifica: 2010-09-12T01:49:00+00:00da cubop
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