L’accettazione del limite

 

Un aspetto su cui sto concentrando molto la mia attenzione in questi ultimi tempi è l’accettazione del limite.
Alle volte quando ci appassioniamo per qualcosa perdiamo spesso le proporzioni di questa nostra improvvisa passione ed in un impeto di entusiasmo finiamo col diventare troppo severi con noi stessi, persino con gli altri, fino a trasformarci, nei peggiori dei casi, in autentici fanatici.
Ci ritroviamo così a chiedere troppo non solo a noi stessi e al nostro corpo ma persino agli altri, sottoponendoci ad uno stress psico-fisico, alla ricerca di risultati che non necessariamente arriveranno se non sorretti da un specifico talento (se non proprio dal fato benigno).
Come insegnanti vorremmo così trasformare i nostri allievi in campioni di ballo, dimenticando che molto spesso ci troviamo davanti a persone che non solo non si sono mai mosse in vita loro ma che hanno magari degli obbiettivi assai diversi dai nostri.
Come appassionati o operatori del settore vorremmo creare a casa nostra “il paradiso della salsa”.
Eden che non sono riusciti a realizzare nemmeno nei paesi d’origine.
Vorremmo di conseguenza serate con della musica straordinaria, locali affollati da provetti ballerini (bravi ma senza smanie di protagonismo). Ballerini nell’anima, capaci di mostrarsi umili, simpatici e disponibili e allo stesso tempo, capaci di divertirsi, rispettando gli spazi altrui.
Tutto ciò nel nome della qualità della varietà, del galateo, dell’educazione, della tolleranza e della pacifica convivenza
L’accettazione del limite, in noi e  negli altri, può sicuramente aiutarci ad essere più realisti e vedere le cose in maniera più obbiettiva.Aiutarci magari non solo nella nostra maturazione ma anche nel nostro tentativo di riuscire a dare agli altri con successo quel poco o tanto che vorremmo loro trasmettere.
Accontentarsi non sempre è una sconfitta, alle volte è solo una serena acquisizione del proprio limite, delle proprie capacità come delle proprie e altrui debolezze. Debolezze che dobbiamo imparare ad accettare se non vogliamo andare incontro a delle cocentissime delusioni.
Tutto ciò senza cadere nel tranello di arrenderci alle prime difficoltà o di avere gli altri come implacabile punto di riferimento.
Dovremmo al contrario vedere negli altri solo uno stimolo a migliorarsi e vedere in loro degli allegri compagni di viaggio con cui condividere una comune passione.
In fondo balliamo per divertirci, per stare meglio con noi stessi come con gli altri. Non roviniamo questo piacere alimentando la nostra paura di non farcela, ma dando fiato semmai alla nostra curiosità, conservando intatto soprattutto il senso del gioco.
La vita è troppo bella per doversi torturare l’anima senza riuscire alla fine ad apprezzare il risultato dei nostri sacrifici, del nostro impegno, della nostra passione ed anche dei nostri risultati, piccoli o grandi che siano…

L’accettazione del limiteultima modifica: 2010-09-11T01:52:00+00:00da cubop
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