Cuba

 

….la vera forza di Cuba è nella sua gente: abbiamo molto da imparare da questo popolo che, nonostante la miseria e le ristrettezze economiche e sociali, ha una dignità ed una fierezza incredibili; fa uno strano effetto vedere come i cubani sappiano celare la loro cupa disperazione dietro un sorriso e dare gioia e calore umano. Là non serve un telefonino dell’ultima generazione per essere felici: la vera ricchezza sta dentro le persone.
Chi ha saputo vivere veramente Cuba ne torna rinato, arricchito, sa affrontare la vita in modo diverso. Povera ma ricchissima, Cuba è ritmo, musica, colori, storia, umiltà, passione….in poche parole è vita; straordinaria e piena di contraddizioni come la sua capitale, L’Avana, non a caso dichiarata dall’Unesco patrimonio culturale dell’umanità.
Havana cafè, Palazzo della salsa, Casa della musica, Caffè cantante, Floridita, Tropicana…per chi vuole divertirsi c’è davvero l’imbarazzo della scelta, ma anche gli amanti della natura e delle immersioni troveranno splendidi parchi naturali e fondali da sogno.
Insomma, una nazione in grado di accontentare un po’ tutti.

CUBA:”amarla è facile, capirla è difficile, impossibile restarle indifferente…..

 

 

 

Geografia e informazioni generali

  

Il paese

 

Cuba, la più grande delle quattro isole caraibiche che costituiscono le Grandi Antille (con Haiti-Santo Domingo, Giamaica e Portorico), è lunga circa 1300 km, quasi quanto la penisola italiana.
La superficie del territorio cubano comprende anche alcune isole minori distribuite in cinque arcipelaghi (Colorado, Sabana-Camagüey sulla costa atlantica, Canarreos e Los Jardines de la Reina sulla costa caraibica), l’isola della Juventud e oltre 4195 tra cayos e isolotti.
L’Oceano Atlantico bagna le coste settentrionali e orientali e separa l’isola dagli USA con lo Stretto della Florida (180 km), mentre l’Arcipelago di Camagüey dista dalle isole Bahamas appena 50 km (Canale de Bahama Bank).
Lo sviluppo costiero dell’Isola è di circa 3.500 km ed offre un’ampia varietà di paesaggi marini.
Una delle caratteristiche principali dell’isola è la barriera corallina, che, con i suoi 400 chilometri di estensione, è seconda solo alla grande barriera corallina australiana.
Il territorio è prevalentemente pianeggiante, con 3 rilievi principali: la Sierra de Los Organos (ovest), la Sierra de Escambray (centro) e la Sierra Maestra (est). La vetta più alta è Pico Real del Torquino nella Sierra Maestra con i suoi 2000 metri.
Cuba è un paese tropicale, con una temperatura media annuale di 25.5 °C (gennaio 21 °C, luglio 30 °C).
I mesi meno piovosi sono dicembre e agosto.
La flora è molto rigogliosa e si possono trovare oltre 9000 varietà tra piante ornamentali, medicinali, commestibili, e alberi tipo: palme, querce, pini tropicali, mogani, ebani, cedri, ceiba e molte altre piante tropicali d’alto fusto.
La fauna subtropicale di Cuba non ha fiere né animali velenosi. Conta 900 tipi di pesci, 4000 di molluschi, 300 di uccelli e 1000 di insetti.

 

 

L’organizzazione dello Stato

La Repubblica di Cuba, con capitale La Habana, è divisa in 14 Province, l’equivalente delle nostre Regioni, Pinar del Río, La Habana, Ciudad de La Habana, Matanzas, Cienfuegos, Villa Clara, Sancti Spiritus, Ciego de Avila, Camagüey, Las Tunas, Holguín, Granma, Santiago de Cuba, Guantánamo, e un municipio a statuto speciale, Isla de la Juventud.
La Costituzione della Repubblica stabilisce che Cuba è uno stato socialista indipendente e sovrano, laico, organizzato come repubblica unitaria e democratica. Il potere è esercitato dal popolo mediante le Assemblee del Potere Popolare (a livello nazionale, provinciale e municipale). I rappresentanti sono eletti mediante il voto diretto e segreto dai cittadini cubani.
Le elezioni municipali sono convocate ogni due anni e mezzo, le provinciali e le nazionali ogni cinque anni.
Presidente del Consiglio di Stato e del Consiglio dei Ministri è Fidel Castro Ruz.

 

 

La lingua

La lingua ufficiale è il castigliano, ma è conosciuto anche l’inglese. Nell’isola non esistono dialetti e i cubani, essendo tutti scolarizzati, parlano e scrivono in ottimo spagnolo. Nelle province orientali è parlato lentamente e quindi più comprensibile, mentre nella parte occidentale e a La Habana la cadenza è velocissima, inoltre i cubani tendono spesso a tagliare le parole e non sempre è facile capirli.

 

 

La popolazione

Il popolo cubano, oltre ad avere un’età media molto giovane, è tra i più misti del mondo.
Le etnie principali sono costituite da discendenti di emigranti spagnoli e schiavi africani, mentre la popolazione che abitava Cuba prima della conquista da parte degli spagnoli è stata successivamente quasi completamente sterminata. Esistono anche gruppi di origine francese, cinese, giapponese, haitiana, giamaicana, araba, russa, nordamericana, sudamericana e italiana.
Non si può parlare quindi di una vera e propria razza cubana e tra le nuove generazioni non c’è alcuna traccia di razzismo e sono molto frequenti i matrimoni misti.

 

 

Istruzione

I cubani sono istruiti e colti. La grande campagna di alfabetizzazione cominciata nel 1961 da Castro, che ha reso l’istruzione gratuita, ha dato eccezionali risultati.

 

 

La letteratura cubana

Sono numerosi gli scrittori e i poeti cubani conosciuti anche da noi. Ricordiamo in particolare José Martì, del quale è rinomato il testo della canzone “Guantanamera”, e Nicolas Guillen. È risaputo che molti scittori stranieri hanno lavorato a Cuba, tra cui il più famoso è sicuramente Ernest Hemingway, che scrisse e ambientò a La Habana “Il vecchio e il mare”. Citiamo inoltre il nostro Italo Calvino, nato nel villaggio di Santiago de Las Vegas, vicino la capitale cubana, e tra i fondaori dell’Associazione d’amicizia Italia-Cuba.

 

 

Il cinema cubano

Il cinema a Cuba fu importato nel 1897 dal pioniere francese Payret, ma una vera e propria industria cinematografica a Cuba nacque con la Rivoluzione e con la fondazione nel 1959 dell’ICAIC, l’Istituto Cubano di Arte e Industria Cinematografica.
Contemporaneamente fu fondata a La Habana la Cinemateca de Cuba, che possiede oltre 4000 film, tutti in celluloide.
A dicembre del 2001 si è svolto il 23° Festival del Cinema Latinoamericano di La Habana, con grandissimo successo di pubblico.
A pochi chilometri da La Habana, inoltre, sorge la Scuola Internazionale di Cinema e Televisione, nata negli anni ’70 da un’idea di Gabriel Garcia Marquez, il grande scrittore colombiano che ne rimane presidente onorario. Vi insegnano professionisti del cinema di tutto il mondo, tra cui gli italiani Gabriele Salvatores e Ettore Scola.

 

 

Carnevale di La Habana

Il carnevale nasce probabilmente come festa pagana, diffusa in varie parti del mondo, ma con il cristianesimo assumerà un significato religioso. Il termine carnevale deriva dal medievale carnelevarium, togliere la carne, riferito alla proibizione di mangiare carne durante la quaresima. La festa precedeva questo periodo di digiuno, ma il periodo e il tipo di manifestazione differiva tra tutti i paesi europei. Ricordiamo con particolare rilievo quello della Venezia del Rinascimento.
Il carnevale arriva in America con i conquistatori cristiani, riacquistando, però, nel nuovo mondo il suo carattere pagano.
A Cuba spicca il carnevale che si svolge a La Habana, spostato da alcuni anni sia come luogo, dal Paseo del Prado alla più aperta area del Malecon, sia come periodo, da febbraio all’estate, per motivi climatici.
Qui il carnevale è caratterizzato da sfilate di maschere e carri e accompagnato dalla Conga.

 

 

La Bandiera Nazionale

E’ stata disegnata da Miguel Teurbe Tolón nel 1849 su richiesta e secondo le indicazioni di Narciso López che la innalzò per la prima volta nella presa della città di Cárdenas il 19 maggio 1850.
La bandiera cubana è costituita da tre parti importanti: un triangolo, cinque striscie e una stella (un rubì, cinco rayas y una estrella)
– Le strisce azzurre si riferiscono ai tre dipartimenti in cui era divisa Cuba a metà dell’ottocento (Occidente, Oriente e Centrale).
– Le due strisce bianche rappresentano gli ideali indipendentisti del popolo cubano.
– Il triangolo equilatero rosso, è il simbolo di libertà, uguaglianza e fraternità, e si riferisce anche al sangue che avrebbe dovuto essere versato per raggiungere la conquista dell’indipendenza.
– La stella bianca, infine, sottolinea l’assoluta indipendenza da altre nazioni.

 

 

Lo Stemma Nazionale


E’ stato disegnato da Miguel Teurbe Tolón, presumibilmente su incarico del generale Narciso López ed ha la forma di uno scudo ogivale.
E’ formato dai seguenti elementi:
– La chiave d’oro che appare nella parte superiore e fa riferimento alla posizione di Cuba tra le due Americhe. Da qui il nome di “Chiave del Golfo”.
– Il sole simboleggia la nascita di un nuovo Stato.
– Le tre strisce di colore azzurro separate dalle strisce bianche rappresentano i dipartimenti in cui era divisa Cuba all’epoca della colonia.
– La palma reale che appare nella terza parte simboleggia il carattere inflessibile del cubano, dato che questo albero sopporta diritto i venti più impetuosi.
Lo scudo è sostenuto da un fascio di canne legate alle due estremità da un nastro rosso. L’estremità superiore del fascio di canne è coperta da un berretto rosso con una stella bianca a cinque punte al centro. Un ramo di leccio a sinistra e un ramo di alloro a destra orlano il profilo dello scudo.

 

 

I simboli di Cuba

 

La mariposa

E’ il fiore nazionale di Cuba. E’ bianco, bello, profumato. E’ stato simbolo di insurrezione al tempo delle guerre d’indipendenza. Era presente in tutte le riunioni patriottiche e le donne cubane lo portavano al petto come simbolo di ribellione. Cresce in luoghi umidi come le rive dei fiumi o delle lagune. Lo si coltiva nei patios e nei giardini di molte case cubane.

Il tocororo

E’ l’uccello nazionale di Cuba. E’ un uccello autoctono della famiglia del quetzal. I colori delle penne e delle piume – azzurro, rosso e bianco – riproducono gli stessi colori della bandiera cubana. Questo uccello è anche simbolo di libertà in quanto non può vivere in cattività, perché muore in poco tempo. Vive solamente a Cuba.

La palma reale

E’ l’albero nazionale cubano. Si è guadagnata l’onore di apparire nello scudo nazionale perché non esiste un paesaggio cubano senza una palma reale. Esiste in tutti i boschi tropicali e la sua presenza indica la fertilità del suolo. Tronco, foglie e frutti possono essere impiegati per diversi usi.

Tabacco

Dagli Indios Siboney e Taìnos i cubani hanno preso l’amore per il fumo. Gli indiani già prima di Colombo arrotolavano le foglie di tabacco e se le fumavano. Erano i primitivi sigari.
Durante le cerimonie, invece, aspiravano fumo da speciali pipe chiamate tamaco. Da qui il nome di tabacco.

 

 

I cocktail cubani

Era il 20 giugno del 1898 quando le truppe del generale nordamericano Shafter sbarcarono sulle spiagge di Siboney e di Daiquirí, vicino Santiago, per intervenire nelle lotte dei cubani contro il dominio coloniale.
I mambises, che aiutavano i soldati appena arrivati, notarono che questi indossavano pesanti divise invernali nel caldo clima cubano. Per rinfrescarli offrirono loro una bevanda, chiamata canchánchara, composta da rum, miele, limone e acqua.
Successivamente l’acqua fu sostituita con piccolissimi pezzetti di ghiaccio e questo composto derivante dalla canchánchara fu chiamato “rum a la daiquiri” e, successivamente, Daiquiri.
Il Mare delle Antille durante il secolo XVI, dopo l’inizio della sua colonizzazione, era meta dei viaggi di pirati e corsari, allo scopo di rapinare le popolazioni caraibiche. Uno dei corsari più famosi fu l’inglese Francis Drake. Il suo nome “spagnolizzato” diede il nome ad un cocktail, il Draque, che divenne per molti anni una bevanda popolare, tipica dei lavoratori, composta di distillato di canna, zucchero, limone e yerbabuena (menta)
Simile al draque è il Mojito, composto da rum, buccia di arancia o limone, zucchero e adornato con un rametto di yerbabuena (menta).
Si racconta che a La Habana per molti anni si fecero concorrenza il mojito della Bodeguita del Medio e il daiquiri del Floridita. Ernest Hemingway frequentava entrambi i posti, anche se preferiva il daiquiri del Floridita, perché gli veniva servito con una formula speciale, da lui stesso inventata e chiamata hemingway special, contenente il doppio di rum e la metà di zucchero.
L’ammiraglio inglese Edward Vernon, soprannominato “Old Grog”, realizzò le sue imprese, per lo più fallimentari, nei Caraibi. Si dice che in alcune occasioni offrisse alle sue truppe una bevanda composta di rum e acqua, che, in onore del suo inventore, venne chiamata Grog.
Per concludere un cocktail conosciuto in tutto il mondo con il nome di Cuba Libre, a base di rum o distillato di canna, coca cola o altra bibita effervescente e ghiaccio.

 

 

 

Storia

 

 

 Dal 1492 al 1886

Il 28 ottobre del 1492 Cristoforo Colombo sbarcò a Cuba, che battezzò Juana, in onore del principe ereditario Juan di Spagna, ma gli indigeni la chiamavano Cuba, nome che rimase anche dopo la colonizzazione. Prima dell’arrivo di Colombo l’isola era abitata da aborigeni delle tribù Taìnos e Siboney.
Nel 1510 iniziò la colonizzazione ad opera di Diego Velasquez de Cuiéllar, che guidava alcune centinaia di militari spagnoli e gli indios che abitavano l’isola furono quasi interamente sterminati.
Gli spagnoli conquistarono tutta l’isola in breve tempo e fondarono le prime città: Baracoa (1512), Bayamo (1513), Trinidad, Sancti Spiritus, La Habana (1514), Camaguey e Santiago de Cuba (1515), che sarà capitale cubana fino al 1607, quando lo diventò
La Habana.
Nel 1520 gli spagnoli cominciarono a importare manodopera dall’Africa per le piantagioni di caffè, di tabacco e di canna da zucchero.
Nel 1868 Carlos Manuel De Cespedes, ricco proprietario terriero, liberò tutti i suoi schiavi e diede inizio, insieme ad altri discendenti della borghesia coloniale spagnola, diventati intanto patrioti cubani (chiamati criolli mambì), alla prima delle tre guerre di indipendenza contro la Sagna. I più importanti esponenti di queste guerre furono anche Antonio Maceo e José Martì, uccisi in battaglia dagli spagnoli.
Nel frattempo, nel 1886, venne abolita ufficialmente la schiavitù.
In quegli anni le grandi potenze europee si spartivano l’Asia e l’Africa, mentre gli Stati Uniti si espandevano nelle Antille, nelle Filippine, a Porto Rico e, fallito il tentativo di comprare Cuba dalla Spagna, utilizzarono l’esplosione del Maine, incrociatore posizionato nella baia di La Habana per proteggere i cittadini statunitensi dalla guerra, per sbarcare a Cuba.

Dal 1898 al 1956

Nel 1898 la Spagna perse la guerra contro Cuba e gli Stati Uniti, e la vittoria dei ribelli cubani, i mambì, si trasformò nella vittoria degli Stati Uniti, che ne approfittarono per imporre la loro presenza sul governo cubano.
Dal 1898 al 1958 Cuba fu governata da presidenti appoggiati dal governo americano e fu costruita la base militare americana di Guantanamo.
Il governo americano impose a Cuba l’emendamento Platt, che prevedeva il controllo sulle tariffe doganali, il divieto per il governo cubano di stipulare trattati internazionali senza l’approvazione statunitense, concessioni per gli Usa di basi militari a Cuba (quella di Guantanamo è tuttora occupata), il potere per il governo americano di intervenire militarmente nell’isola.
Inoltre venne imposto un trattato commerciale che favoriva i grandi trust nordamericani.
I marines intervennero 3 volte per obbligare i cubani al rispetto delle nuove regole e imposero governi fantoccio, che lasciarono Cuba in un totale sottosviluppo. Le condizioni di vita erano arretratissime e si diffusero analfabetismo, malattie, sottoalimentazione e mortalità infantile.
Nel 1925 nacque il Primo Partito Comunista, fondato da Julio Antonio Mella, ucciso per ordine del dittatore cubano Gerardo Machado. Si susseguirono scioperi e manifestazioni di massa.
Nel 1940 sale al potere, appoggiato dal governo americano, Fulgencio Batista, che nel ’52 sospende le garanzie costituzionali, assolda gruppi di gangster e, con il riconoscimento ufficiale degli USA, permette una serie di esecuzioni di massa.
Nel 1953, a Santiago de Cuba, un giovane studente universitario, Fidel Castro, a capo di un gruppo di giovani, attaccò la Caserma Moncada. L’assalto fallì e Castro fu uno dei pochi a salvarsi e dopo pochi anni di prigione fu esiliato in Messico. Qui conobbe Ernesto Guevara, detto Che, e insieme organizzarono un nuovo assalto.
Nel 1956 sbarcarono con il panfilo Granma a Cuba e si rifugiarono nella Sierra Maestra, dove vennero raggiunti da studenti e contadini cubani, e insieme a loro costituirono il primo nucleo dell’Esercito Rebelde. Tra i comandanti, oltre a Fidel, il fratello Raul e al Che, ci sono Camilo Cienfuegos e Celia Sanchez.

 

Dal 1958 al 1990

Nel 1958, durante la settimana di Natale, a Santa Clara ebbe luogo la battaglia finale, dove i ribelli ebbero la meglio e Batista fuggì negli Stati Uniti portandosi le casse dello Stato.
Il 1 gennaio 1959 ebbe inizio la storia di Cuba Libre con un intenso periodo di riforme volto allo smantellamento del latifondismo, allo sviluppo scientifico e culturale, medico ed educativo, e con lo scopo di dare ai cubani garanzia di servizi sociali, il servizio sanitario cubano era all’avanguardia, e un processo di alfabetizzazione. Tutto per andare verso un periodo di benessere e progresso.
Ma, esattamente un anno dopo, il 1 gennaio del 1960 iniziò il primo blocco economico da parte degli Stati Uniti, peraltro tuttora in vigore, mettendo in atto una serie di misure punitive e nel 1961 appoggiarono un tentativo di colpo di stato culminato nel fallimentare sbarco di truppe mercenarie a Playa Giròn (Baia dei Porci).
Nel 1965 fu fondato il Partito Comunista Cubano (PCC), nel ’66 Che Guevara lascia l’isola per dedicarsi ad un’altra battaglia rivoluzionaria in Bolivia, dove un anno dopo fu ucciso.
Il 1 gennaio 1990, alla vigilia del crollo inaspettato del Comecon (il mercato comune dei paesi socialisti), comincia il Periodo Speciale, difficile periodo di austerità economica, espasperato da ulteriori provvedimenti a favore del blocco attuati dal governo di Ronald Reagan. Inoltre l’ex Unione Sovietica cessò di inviare viveri e petrolio in cambio di zucchero e nichel, senza l’uso di valuta pregiata.
Inizia un periodo di razionamenti di combustibili e generi alimentari (non per i turisti stranieri), spariscono i mezzi pubblici e per fare la spesa i cubani usano la Libreta, che permette di acquistare gratis la razione giornaliera di viveri.
Il governo cubano ha varato all’inizio degli anni novanta un piano per dare vita rapidamente a imprese turistiche miste, con imprenditori canadesi, messicani e della CEE, i cui governi non aderiscono al blocco, per sfruttare la risorsa del turismo. Infatti si sta assistendo ad una lenta ricrescita dell’economia cubana.

Attualità

La società cubana

Dalla campagna di alfabetizzazione del 1961, la popolazione cubana è stata completamente scolarizzata. L’istruzione è obbligatoria e gratuita fino alla maggiore età.
Anche la sanità occupa da tempo un posto importante nella politica cubana. La medicina cubana ha carattere preventivo-curativo, infatti oggi a Cuba esistono 200 istituti di ricerca scientifica e molte malattie ancora diffuse nel territorio americano sono state qui completamente debellate. Visite, cure, ospedali e trapianti sono gratuiti, solo le medicine si pagano. La mortalità infantile dopo la rivoluzione è passata dal 10% a meno dell’1%.
Dopo la rivoluzione furono varati piani quinquennali per l’edilizia, con il risultato che attualmente l’80% degli appartementi sono di proprietà di chi li abita.
Le case, tutte costruite col denaro pubblico dagli anni ’60, vengono date in affitto, a prezzi simbolici, e cedute a riscatto agli inquilini dopo 10 o 20 anni. Solo le case nei palazzi storici e con valore culturale rimangono di proprietà pubblica.

 

L’embargo

Pochi mesi dopo il trionfo della rivoluzione cubana, gli Stati Uniti rompono le relazioni diplomatiche con Cuba e iniziano ad applicare un embargo economico, che nel giro di poco tempo si trasformerà in blocco totale.
Dal Dizionario di Diritto Internazionale dell’ONU:
l’embargo è “l’atto di potere di uno stato che restringe, interrompe o dà per terminate le sue relazioni economiche e finanziarie con un altro paese. L’embargo totale o parziale sulle importazioni e/o esportazioni di tutte o alcune merci, armi o valute, il trasferimento di informazione tecnico-scientifiche, diritti d’autore o di altra indole, determinati tipi di attività commerciali ed economiche; si applica nelle relazioni internazionali contemporanee come strumento di pressione economica o finanziaria, di coercizione e rappresaglia”.
L’embargo può essere applicato come misura repressiva nei confronti di uno Stato le cui azioni possano mettere in pericolo la sicurezza internazionale.

 

 

Il blocco

Il blocco è una misura repressiva che prevede un embargo totale e il cui scopo è di sovvertire l’ordinamento politico del paese cui è rivolto. In virtù di questo, il blocco è considerato azione illegittima.
Le azioni degli Sati Uniti nei confronti di Cuba, in realtà, hanno più carattere di blocco che di embargo. Infatti lo scopo è quello di destabilizzare il governo rivoluzionario, indebolire il paese rendendolo povero e impedire il commercio con il resto del mondo. Il blocco, inoltre, non viene limitato a Cuba, ma è esteso a tutti i paesi che hanno rapporti commerciali con Cuba.
Il blocco ha causato per Cuba danni economici enormi per le esportazioni, per la produzione, per i servizi, portando conseguenze tangibili anche nella vita dei cubani, come la mancanza di carta, medicinali, petrolio.

 

 

La parola religione e il sincretismo

La parola religione deriva dal latino religio, vocabolo per cui sono state ipotizzate diverse etimologie tra cui la più probabile sembra essere legere, che significa “cogliere o riunire”.
In origine il termine non indica il rapporto diretto con il divino, ma l’esercizio del culto. Il cristianesimo introdusse per primo il concetto di religione come rapporto di dipendenza dell’uomo da Dio.
Il relativismo considera ogni credenza religiosa sullo stesso piano delle altre, perché rifiuta il concetto di una verità assoluta.
Il sincretismo religioso è la fusione di elementi presi da religioni diverse. Tali elementi in alcuni casi possono essere simili, ma talvolta possono essere addirittura incompatibili tra loro. Il sincretismo quindi crea una nuova concezione religiosa svuotando di significato gli elementi originari.
Le isole caraibiche dopo la scoperta dell’America ospitarono una varietà di culture diverse, con la preponderanza di quella africana importata dagli schiavi e quella cattolica portata dai conquistatori spagnoli, che diedero vita ai culti sincretici.

La religione cubana

A Cuba esiste una totale libertà di culto, fatta eccezione per i Testimoni di Geova, perché si pongono contro le leggi sanitarie locali. Pertanto esistono diverse religioni, tra cui quella cattolica, anche se poco seguita. Nella capitale cubana esistono anche tre sinagoghe ebraiche, una moschea islamica, un tempio buddista e gruppi di fedeli di religioni contadine cinesi.
Ma tra i culti più praticati a Cuba c’è la Santeria, o Regla de Osha, derivante dal sincretismo tra la religione cattolica e i riti africani yoruba, provenienti dalla Nigeria.
Per poter sopravvivere in epoca coloniale, la Santeria associò ad ogni divinità, detta Orisha, un santo cattolico o una vergine locale.
Nella Santeria cubana esiste anche un dio supremo, detto Olofi, il creatore dell’universo.
Le religioni sincretiche cubane non hanno mai avuto templi per il culto e vengono praticate nelle abitazioni dei seguaci, detti Santeros, che hanno un rapporto diretto con i santi, senza intermediari, tanto da autoassolversi dai loro peccati.
Molto spesso nelle abitazioni dei cubani, accanto alla porta, c’è un piccolo Elegguà di pietra e cemento, con due conchiglie al posto degli occhi, circondato da caramelle e giocattolini, una ciotola con gli attrezzi da fabbro di Oggùn e l’arco e le frecce di Ochosi. In altri punti della casa ci possono essere altri simoboli dedicati ai vari orishas.
Nella Santeria non ci sono gerarchie, ma solo fedeli più esperti e dotati di Aché, una forza particolare che conferisce grande carisma a quelli che diventano sacerdoti della Santeria, chiamati Babalàos, che per diventare tali devono necessariamente essere battezzati, secondo il rito cattolico. La Regla de Ifà è l’insieme dei rituali praticati dai Babalàos, consacrati a Orula.
Nella Regla de Osha non esistono comandamenti o principi fondamentali, l’unico concetto base è la ricerca della felicità. Ogni individuo deve perseguire la serenità, la salute e l’equilibrio interiore, con il mondo esterno e con gli orishas. Se il male, in qualunque forma, entra nella vita di un seguace della Santeria, questi deve cercare il punto di squilibrio, con riti magici, e ristabilire l’ordine. L’uomo entra in contatto con il suo mondo spirituale tramite
la Divinazione.
Tutti i riti della Regla sono accompagnati da musica e danze, derivanti direttamente dalla tradizione yoruba africana, e soprattutto dal suono dei tamburi sacri, detti Tamburi Batà, con i quali vengono invocate le divinità. I temi delle danze che vengono eseguite sono la rappresentazione della vita e del carattere degli orishas. Ad ogni orisha corrispondono una ritmica e un canto diversi.
Attualmente la musica rituale della Santeria viene eseguita anche al di fuori delle cerimonie religiose ed è diventata parte dell’espressione folclorica del paese.

 

 

I Tamburi Batà

I tamburi batà sono i tre tamburi di origine yoruba usati nei rituali della Santeria. La leggenda dice che furono creati da Changò per accrescere il suo potere. Sono costruiti con legno di cedro o mogano e cuoio.
Il tamburo più grande, posizionato sempre al centro, è chiamato Jyà, il mediano Itòtele e il più piccolo Kònkolo.
Questi tamburi vengono suonati in occasione di feste e cerimoniali religiosi e vengono considerati come potenti entità spirituali e ogni ritmo ha un significato particolare.
Premesso che sono entrambi sacri, esistono due tipi di Batà: gli Aberinkula, non consacrati, e gli Ilù Anà, i tamburi sacri veri e propri.
Questi ultimi vengono usati nelle cerimonie più importanti e al loro suono possono danzare solo i santeros già iniziati alla Santeria, chiamati Iyawò. I tamburi possono essere suonati anche da santeros non iniziati, ma devono almeno aver ricevuto le 5 Collane (Elegguà, Obatalà, Changò, Yemayà e Ochùn) e i 3 Guerrieri (Elegguà, Oggun e Ochosi)
Quando vengono suonati gli Aberinkula, invece, tutti possono danzare e possono essere usati anche al di fuori della Santeria.
Il suono dei Tamburi Batà è alla base di tutta la musica moderna con percussioni.

 

Il Tambòr

I Tamburi Batà vengono suonati in occasioni di feste o cerimonie di varia natura e generalmente dedicate ad un Orisha, chiamate genericamente Tambor.
Il Tambor si svolge in una stanza, all’interno dell’abitazione di un santero, con un altare posizionato in un angolo e circondato di stoffe nel colore del santo. Sull’altare c’è una zuppiera con le pietre dell’orisha e tutto intorno altre zuppiere dedicate a tutti gli altri santi e decorate con i colori del santo di appartenenza. Vi sono anche tutti gli attributi dell’Orisha cui è dedicata la cerimonia e un’offerta dei cibi prediletti dal santo. Di fronte all’altare un cesto per le offerte in denaro e, accanto, lo strumento usato per invocare l’Orisha.
Il Tambor è sempre accompagnato da musica, al suono dei Batà, e danze.
Inizia sempre con le sole percussioni, Oru Seco, con le quali vengono invocati tutti i santi, ognuno con il suono a lui dedicato.
Quindi prosegue la parte cantata e danzata, Eyà Aranla, che prevede un cantante solista, Akpwòn, e un coro, Ankorì, che risponde.
Ogni Orisha ha un suo ritmo di tamburi, un suo canto e una danza che cerca di imitare la sua personalità.
Succede spesso che gli officianti le cerimonie e i ballerini raggiungano uno stato di trance.
Oltre alle celebrazioni di gratitudine nei confronti di un santo, le occasioni più comuni per un Tambor sono le seguenti:

Asiento o Discesa del Santo


Questa festa ha lo scopo di iniziare una persona alla Santeria e si svolge invocando il suo Orisha perché si impossessi di lui. A volte per costringere il santo a scendere per impossessarsi del suo iniziato viene provocato, addirittura insultato. Quando poi il santo s’impossessa dell’iniziato, il cantante comincia a blandirlo per calmarlo.
Durante questa cerimonia lo Iyawò è seduto sull’altare.

Bembè

E’ la festa celebrata, nella propria casa, per il compleanno dello spirito, l’anima di una persona deceduta che si presenta in sogno e che ti accompagna nel corso della vita. Molti cubani hanno un rapporto intimo, rispettoso e quotidiano con il proprio spirito. Il Bembé è aperto a tutti.

Divinazione

Questo rituale serve ad aprire un dialogo con gli Orishas e vengono usati diversi metodi per la sua esecuzione.
Diloggùn, con le conchiglie. Il santero lancia 16 conchiglie ed esistono diverse interpretazioni in base al modo in cui cadono.
Biague, con il cocco. Il cocco, frutto di Obatalà, è usato come offerta in tutte le celebrazioni agli dei. Le risposte si ottengono lanciando 4 pezzi di cocco e interpretandone il significato in base alla posizione e al verso in cui sono caduti.
Ekuele, con una catena formata da 8 pezzi di materiale vario (cocco, gusci di tartaruga, semi, metalli, o altro). La catena viene fatta cadere su una stuoia e a seconda di come cadono i pezzi si possono avere fino a 256 combinazioni diverse, che corrispondono ad altrettanti significati. Questo metodo può essere eseguito esclusivamente dai Babalaos.
Tablero de Ifà, con una tavola circolare in legno di cedro o mogano. Anche questo strumento di comunicazione con gli dei può essere utilizzato solo dai Babalaos, assistiti dai babalochas (uomini) e dalle lyalochas (donne) e solo in occasioni particolari, in sostituzione dell’Ekuele. Sulla tavola sono segnati i 4 punti cardinali, ognuno dei quali rappresenta un orisha ben preciso (Obatalà – nord, Odduà – sud, Changò – est, Echù, uno dei modi in cui si manifesta Elegguà – ovest). Il Babalaos sparge sulla tavola una polvere bianca, di solito ricavata da manioca macinata, quindi lancia su di essa 16 conchiglie. L’interpretazione viene ricavata in base alla posizione che assumono le conchiglie rispetto ai 4 angoli.

 

La Regla de Palo Monte

Si tratta dell’insieme dei riti religiosi che prendono origine dalle regioni africane del Congo e dell’Angola. Si divide in tre tipologie: Mayombe, Brillumba e Kimbisa.

 

Cubaultima modifica: 2010-09-08T15:59:00+00:00da cubop
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